Una fontana pubblica di acqua liscia, gassata e
….
“Chiare fresche dolci
acque …” così
declamava il poeta ma oggi, quando parliamo di acqua, ci vengono in mente
freschi ruscelli immacolati fluenti da ghiacciai perenni (?) oppure ci balza
alla mente, molto più realisticamente, l’odioso business che “mercanti
globali” senza scrupoli stanno tentando di mettere in atto sottraendo alle
persone quello che è uno dei più fondamentali quanto essenziali diritti?
Da anni è in corso un
accaparramento scellerato alla gestione di quella che sarà la risorsa
strategica del prossimo futuro; finite le guerre per il petrolio cominceranno
quelle per l’acqua potabile anzi, in certi paesi, sono già cominciate. La
situazione è, in alcuni casi, drammatica ma come sempre più spesso accade,
anche riguardo altre incredibili violazioni dei più elementari diritti della
persona, la nostra società frenetica non ha tempo per fermarsi a ragionare e
tende a rimuovere il problema o meglio ancora a fare finta di non vederlo come
il mucchietto di polvere che si nasconde sotto il tappeto.
Fiumi e mari inquinati, intere
popolazioni messe in ginocchio dalla siccità, dighe faraoniche che cancellano
villaggi e storie secolari, desertificazione dilagante, piogge torrenziali e
dilavamento dei suoli, mercificazione di diritti essenziali sono solo alcuni
tra i grandi problemi che ruotano intorno a questa preziosa risorsa e invece di
assistere a politiche lungimiranti, solidali e condivise continuiamo a veder
passare TIR a pieno carico che trasportano l’acqua “minerale” da Aosta a
Palermo e viceversa. Certo, tutto a vantaggio del PIL …..
Il bello di tutto ciò è che non
è roba di ieri. “Immagina questo, coperto di grano, immagina i frutti,
immagina i fiori, e pensa alle voci e pensa ai colori. E in questa pianura fin
dove si perde, crescevano gli alberi e tutto era verde, cadeva la pioggia,
segnavano i soli, il ritmo dell’uomo e delle stagioni……” Ma allora il problema c’era già quando
Guccini nei primi anni ’70 cantava “Il vecchio e il bambino” e cosa è cambiato?
Il massimo che si è riusciti a fare in Italia in questi decenni è che, grazie a
politiche sempre più bipartisan, si è venuta a creare una situazione nella
quale chi oggi semplicemente manifesta pubblicamente la propria contrarietà
alle teorie iper-liberiste e “sviluppiste”, tipiche del mondo occidentalizzato,
viene paragonato, quando gli va bene, ad un troglodita che vuole tornare ai
tempi delle caverne. Ma tant’è: questo passa il convento e a breve ci aspettano
il ritorno al nucleare, la riforma “ad personam” della giustizia, i debiti di
Alitalia, inceneritori e termovalorizzatori, il grembiulino a scuola, lo zero
in condotta e, prima o poi, anche le orecchie d’asino dietro la lavagna. Per
fortuna c’è un’opposizione parlamentare ostica, forte e combattiva che quando
il gioco si fa duro ……..
Battute a parte, più che
resistere, resistere, resistere servirebbe oggi cambiare, cambiare, cambiare!
Serve tirare una riga anzi un solco. Resettare il sistema. Uno dei metodi
possibili per farlo potrebbe essere, come scrive Giulio Marcon, fare politica
andando oltre i partiti (che peraltro già non esistono più). C’è in giro per
l’Italia e nel mondo gente che ha buone idee: basta concretizzarle, metterle in
atto e renderle di dominio pubblico, farne esperienza e sapere collettivo. Fare
politica come gestione solidaristica dei beni comuni fregandosene del sistema
perverso di gestione del potere che è ormai sull’orlo del baratro nel quale si
butterà da solo senza nemmeno bisogno di spingervelo.
Venendo all’oggetto dell’articolo
e cioè la fontanella di acqua frizzante che a Settimo Rottaro inaugureremo
domenica 28 settembre nell’area del parco giochi vuole proprio essere un
esempio di questo modo di pensare alle politiche del futuro.
Ma perché una fontana pubblica
di acqua frizzante? I motivi sono molteplici. Intanto è inutile negarselo oggi
la stragrande maggioranza delle persone beve acqua frizzante per cui se questo
è il motivo principale per cui l’Italia è uno dei paesi con il maggior consumo
pro-capite del mondo di acqua in bottiglia abbiamo pensato di gasarcela
quest’acqua, dopodiché chi si reca alla fontanella potrà tranquillamente
riempire le proprie bottiglie anche di acqua “liscia”. L’unica aggiunta che
verrà fatta è quella di anidride carbonica senza altri strani composti come gli
acidificanti utilizzati per mantenere a lungo la gasatura nelle bottiglie in
commercio. L’acqua degli acquedotti è molto più controllata, per lo meno
pubblicamente, di quella dei produttori privati (basta guardare sull’etichetta
la data dell’ultima analisi effettuata) e spesso è anche di miglior
composizione chimico-fisica ed inoltre ha un costo infinitesimamente più basso.
E’ palese e certamente non secondaria l’eliminazione dei contenitori in
plastica. Basta procurarsi qualche bottiglia con tappo avvitabile che si potrà
riempire infinite volte e il gioco è fatto. In base ai consumi terremo
monitorata la quantità di plastica non utilizzata, il minor consumo energetico
per produrla e di conseguenza il minor inquinamento immesso in atmosfera. Altro
aspetto da non trascurare è quello dei trasporti. Ogni cittadino potrà
tranquillamente recarsi alla fontanella a piedi o in bicicletta evitando in tal
modo di recarsi al supermercato per acquistare confezioni di acqua che spesso e
volentieri giacciono per mesi in piazzali assolati. Come effetto a catena
diminuiranno anche i rifornimenti ai punti vendita fermando quell’assurdo
meccanismo di cui si parlava in precedenza, necessario solo a generare PIL, che
fa viaggiare l’acqua senza alcun senso logico per l’Italia, e non solo, quando
in ogni luogo esistono fonti di approvvigionamento o pozzi che alimentano gli
acquedotti comunali. Nei tempi della difficoltà ad arrivare a fine mese non
disdegnerei nemmeno la questione del risparmio tenendo conto che oggi le
famiglie spendono centinaia di euro all’anno per l’approvvigionamento di acqua
da bere. Un altro elemento che emerge è quello della socialità. La fontana come
luogo di ritrovo dove scambiare quattro chiacchiere, sulla settimana appena
trascorsa o su come vanno i figli a scuola, all’aria aperta e magari con i
bimbi che nel frattempo fanno un giro sulla teleferica del parco giochi
interrompendo la desolante abitudine di salutare amici e conoscenti sotto i
neon e respirando l’aria condizionata dei centri commerciali.
Chiuderei con l’aspetto che mi
sta più a cuore in quanto amministratore e cioè quello della sensibilizzazione
sull’utilizzo di quel bene comune e indispensabile che è l’acqua potabile.
L’acqua oltre che un bene essenziale per la sopravvivenza degli esseri umani è
anche un diritto della persona ed è compito di tutti imparare a non sprecarla
facendone un uso consapevole e responsabile. La gran parte dell’acqua potabile
viene utilizzata a scopi non potabili come innaffiare gli orti, riempire le
piscine o fare il bagno e questo ci deve far riflettere soprattutto tenendo in
debito conto le ultime estati, fatta salva quella appena trascorsa, con
problemi di siccità e approvvigionamento idrico in territori come i nostri dove
l’acqua c’è sempre stata e in abbondanza. Le risorgive che fino a qualche tempo
fa zampillavano sulle nostre colline stanno scomparendo, più in basso i
rigagnoli e le rogge che prima erano sempre colme (da bambini ci andavamo pure
a pescare) oggi resistono ancora solo se alimentate da qualche depuratore, le
falde acquifere si sono abbassate di metri. Questa non è solo nostalgia o
esercizio retorico, questa è la realtà e noi abbiamo il dovere di dire come
stanno le cose e di lasciare ai nostri figli un mondo, se non migliore, almeno
non peggiore di quello che abbiamo ricevuto dai nostri padri e se uno dei modi
per cominciare a farlo può essere una fontanella di acqua frizzante
l’appuntamento è per tutti, bottiglia alla mano, a Settimo Rottaro domenica 28
settembre.
francesco comotto
Inaugurazione tettoie fotovoltaiche e fontana leggera (di Michela Guerini)
La fontana leggera al Tg3
Settimo Rottaro e Riducimballi
Un bellissimo video realizzato dalla Casa della non violenza di S.Ferdinando di Puglia
Casa della non violenza di S.Ferdinando di Puglia: il sito web