Anche questa terza edizione della Sagra del Salam ‘d Patata di Settimo
Rottaro è da consegnare agli archivi
Anche questa terza edizione della
Sagra del Salam ‘d Patata di Settimo Rottaro è da consegnare agli archivi. C’è
grossa soddisfazione perché l’edizione di quest’anno, capitando in mezzo ad una
marea di carnevali, rischiava di svolgersi in tono minore ed invece è stato un
successo. La collaborazione con l’ATL Ivrea ha di molto elevato il livello di
questa manifestazione che ormai è entrata a far parte, anche se nata solo tre
anni fa, di quella serie di eventi di richiamo che caratterizzano il circuito
delle sagre canavesane. Si sono estesi i confini del bacino di utenza con
diversa gente arrivata da fuori provincia e anche da fuori regione (è comparso
anche il primo camper arrivato alla manifestazione proveniente dalla provincia
di Varese). La soddisfazione manifestata dagli espositori e dagli operatori
come dai visitatori è il più chiaro segnale della riuscita di questa “festa
paesana” che vuole guardare oltre i propri confini. Fin dal convegno di sabato
29 al quale hanno partecipato un centinaio di persone (fra le quali diversi
sindaci e amministratori) è emersa la volontà degli organizzatori di ricercare
le vere vocazioni del territorio canavesano riscoprendo eccellenze, abitudini,
usi e costumi troppo spesso messe frettolosamente da parte con l’arrivo dell’industria.
Tutti i relatori hanno puntato il dito sulla necessità di rilanciare l’economia
canavesana partendo sì dall’industria manifatturiera ma non trascurando la
valenza naturalistica-ambientalistica del nostro territorio che potrebbe
generare spazi economici interessanti nel ramo dell’agricoltura e del turismo
sostenibile. “E’ importante partire da ciò che c’è o che c’è stato in passato:
ambiente, cultura, paesaggio, capacità di fare ricerca e costruire innovazione
utilizzando come collante il fatto di trovarsi tutti insieme in quel grande
catino che è l’Anfiteatro Morenico della Serra che ha assoluto bisogno di
venire messo in evidenza e fatto conoscere non solo in Italia ma anche
all’estero.” Dai buoni propositi usciti dal convegno siamo passati alla grande
abbuffata del sabato sera con “la sin-a dal purcat” per arrivare alla lunga
giornata di domenica cominciata al mattino presto con il mercato
dell’agroalimentare e dell’artigianato accompagnato in diversi punti del
percorso da attrazioni per i più piccoli e gruppi di musica popolare. I punti
cardine del percorso sono stati l’esposizione all’aperto di vecchi macchinari e
attrezzi agricoli muniti ognuno di cartelli esplicativi e dalla novità di
quest’anno rappresentata dalla filiera della lavorazione del maiale che ha
riscosso un forte interesse tanto da attirare l’attenzione della trasmissione
“La vita in diretta” di Michele Cucuzza che ha inviato una troupe a riprendere
la manifestazione. “Del maiale non si butta via niente” è lo slogan della sagra
ed è forse la chiave vincente di questo evento annuale perché la gente pare
accorgersi sempre di più che solo un consumo più responsabile delle risorse
potrà portarci fuori dalle sabbie mobili del consumismo sfrenato foriero solo
di sprechi ingiustificati e da quantità sempre maggiori di rifiuti che non
riusciamo più a smaltire. Durante la giornata si sono poi svolte le premiazioni
del “miglior passito di erbaluce” e del concorso fotografico “gesti, persone,
luoghi del passato e del presente”. Un ringraziamento anche alle associazioni
non-profit che hanno partecipato portando in piazza il loro impegno verso gli
altri come l’Aquilone Blu (a favore dei bambini), il VASC di Caravino
(volontari del soccorso), il gruppo della cantoria (raccolta di fondi), i boy
scout di Ivrea, Emergency. Un’altra iniziativa benefica è stata organizzata
dall’amministrazione comunale con i bambini e il gruppo parrocchiale e
consisteva, al costo di un euro a tentativo, nello stimare il peso di alcuni
salami di patata che sono diventati il premio per la persona che, alla fine
della giornata, più si è avvicinata al peso effettivo del prodotto (1,03 kg).
Folta partecipazione anche ai tavoli del “Disnà d’la duminica” dove sono stati
serviti gli esclusivi “agnolotti al salam ‘d patata” e altri piatti tipici
accompagnati dall’immancabile Rosso Canavese DOC. Si è registrata una buona
partecipazione dei produttori dei “prodotti del paniere della Provincia di
Torino” come il Cavolo Verza di Montaldo Dora e il Salame di turgia delle Valli
di Lanzo tanto per citarne due. Dopo il rituale sospiro di sollievo per la
buona riuscita della manifestazione rimangono ormai negli occhi le immagini più
belle e nella mente il ricordo di una giornata spensierata trascorsa in uno dei
tanti begli angoli della nostra amata terra canavesana. La nostra speranza è
che qualcuno, dopo essere venuto a Settimo Rottaro in occasione della sagra,
passerà nuovamente da queste parti per trascorrere qualche ora di serenità
semplicemente passeggiando nel nostro territorio ancora integro e capace di
offrire qualche scorcio incontaminato in grado di suscitare nell’osservatore
più attento emozioni semplici ma vere.