Per
presentare l’edizione 2007 del notiziario “Settimo In ....forma” parto da un
evento del 2008 che mi ha dato lo spunto per sviluppare qualche riflessione
relativa a quanto accaduto da noi ma in un’ottica ampliata oltre i nostri
confini. L’evento a cui mi riferisco è il convegno organizzato nell’ambito
dell’ultima edizione della sagra del Salam ‘d patata dal titolo: “Cambia il
clima, cambia il nostro modo di vivere?” del quale parleremo più avanti. Questo
convegno, o meglio dibattito pubblico, si riassume molto bene nel titolo di
questo editoriale sposando altresì alla perfezione il nostro modo di
amministrare, di “fare e di pensare la politica”. Siamo convinti che
anche in un piccolo comune, nella complessa società odierna, non bisogna
limitarsi a guardare nel proprio recinto ma sforzarsi di osservare, conoscere
gli altri, chi ci sta vicino come coloro che stanno agli antipodi. Viviamo
nell’era della conoscenza ed oggi è sicuramente più facile sapere cosa accade
nel mondo, conoscere nuove tecnologie, spostarsi, comunicare. Diventa però
sempre più difficile orientarsi nel “mare magnum” delle informazioni che
ci vengono bombardate quotidianamente dai media e da internet. L’abbondanza,
di notizie piuttosto che di beni materiali, non sempre significa benessere
e questo sta creando fenomeni di incapacità a reagire, difficoltà a discernere
ciò che è utile da ciò che è superfluo, i bisogni essenziali dalle abitudini
voluttuarie. E’ per questo che dobbiamo tenere gli occhi aperti sulle dinamiche
che interessano la società nel suo complesso sforzandoci però di riuscire a
calare in un contesto locale quelle “buone pratiche”che ci permetteranno
di lasciare ai nostri figli, almeno così come l’abbiamo ereditato dai nostri
padri, quel bene inestimabile che è la terra sulla quale viviamo e che non
possiamo permetterci di sciupare, distruggere, sfregiare ulteriormente.
Possiamo
dire che il 2007, finalmente, ha segnato a livello mondiale la presa di
coscienza collettiva dello stato di pericolo in cui versa il globo terracqueo
anche grazie al film-documentario dell’ex vice-presidente degli Stati Uniti Al
Gore. Cosa c’entrano il film di Al Gore o le previsioni sul surriscaldamento
del pianeta con Settimo Rottaro è molto semplice infatti l’unica via d’uscita
per invertire la situazione critica nella quale si è cacciata l’umanità è la modifica
delle abitudini di tutti gli abitanti della terra, rottaresi compresi.
Alcune parole ormai utilizzate nel lessico comune quali risparmio energetico,
riduzione dei rifiuti alla fonte, utilizzo razionale e ponderato delle risorse
naturali (acqua, terra, aria), sobrietà nei consumi, dovranno trasformarsi da
enunciati astratti a comportamenti quotidiani. L’amministrazione
comunale da anni si impegna nel fare la propria parte tramite iniziative
concrete come la raccolta differenziata spinta, la promozione
dell’iniziativa Riducimballi per la vendita dei detersivi alla spina, la
costruzione delle tettoie fotovoltaiche al parco giochi, la sostituzione dei
serramenti degli stabili comunali con la posa in opera di doppi vetri,
l’adesione alla campagna Plastic free per l’eliminazione della plastica dalle
feste e dalle sagre con l’utilizzo di posate e stoviglie compostabili,
l’utilizzo di strumenti di risparmio per l’erogazione del calore negli stabili
comunali. Altre iniziative sono allo studio. Una tra le tante è quella di
installare nell’atrio del pluriuso un erogatore di acqua, proveniente dalla
rete pubblica, naturale o addizionata di anidride carbonica (gassata); in primo
luogo per risparmiare chili e chili di plastica delle bottiglie ed inoltre per
valorizzare un bene primario come l’acqua che nel caso del nostro acquedotto è
di buona qualità e costa, badate bene, circa 0,0005 euro il litro! Lascio a Voi
il confronto del prezzo con quella che si trova in commercio.
Qualcosa
abbiamo fatto e molto si può fare ma nel chiudere questa mia
introduzione voglio sottolineare che non dobbiamo aspettare che arrivi qualcuno
a risolvere i nostri guai. Tutti promettono ma alla fine i problemi ce li
dobbiamo risolvere da soli per cui non pensiamo di non essere all’altezza per
cose più grandi di noi. Le abitudini più banali possono essere utilissime se
ragionate in un’ottica collettiva di solidarietà e corresponsabilità civica.
Pensiamoci
.....
Per svariati motivi non siamo riusciti a pubblicare prima il
notiziario e di questo ci scusiamo. Non siamo quindi riusciti a farvi gli
auguri di Natale e nemmeno quelli di Pasqua ma salutiamo tutti con affetto
perché siamo convinti che il nostro paese stia crescendo e se il nostro
pensiero è reale è grazie soprattutto ..... ai rottaresi.