Sta finendo anche
il 2005 e con esso il mandato dell’attuale
Amministrazione Comunale. Non sembra vero, almeno al sottoscritto, ma sono
già passati quasi cinque anni da quel lontano 13 maggio 2001, giorno delle
ultime elezioni comunali. Sembra ieri che, con tanta emozione e un po’ di
preoccupazione, pronunciavo il giuramento di investitura di fronte al
Consiglio Comunale ed è invece nuovamente giunta l’ora di tornare alle urne
per eleggere i nuovi amministratori.
Ma non è certo
il tempo della nostalgia e come di consueto con questo notiziario,
approfittando delle festività di fine anno cercheremo di raccontare, per
sommi capi, quanto avvenuto nell’anno appena trascorso con uno sguardo anche
al di fuori dei confini per contestualizzare quanto accaduto in paese nei
confronti di un mondo sempre più “globalizzato”. Quest’anno (compresi i primi
mesi del 2006) lo ricorderemo come il periodo della chiusura di tutte le
opere messe ambiziosamente in cantiere ad inizio legislatura. A proposito di
questi lavori abbiamo vissuto momenti difficili per gli inevitabili disguidi
ed imprevisti che caratterizzano ogni lavoro di una certa entità e per la
spasmodica ricerca di risorse economiche che ci permettessero di chiuderli al
meglio secondo quelli che erano i nostri intendimenti. A far da contraltare
alle difficoltà ed al grande impegno profuso c’è sicuramente la soddisfazione
e la gioia di essere riusciti a portare a termine queste opere fondamentali
per la rinascita del nostro paese.
Aldilà delle
cose tangibili come i lavori pubblici vorrei però evidenziare alcuni segnali
di estremo interesse. La popolazione del paese è finalmente cresciuta dopo
anni, se non di decrescita, di sostanziale pareggio demografico. Un sempre
maggior numero di persone comincia ad acquisire la consapevolezza del fatto
che noi stessi, senza aspettare aiuti dall’alto, dovremo essere in futuro i
principali artefici del miglioramento della qualità della vita nella nostra
piccola comunità. Aumentano i frequentatori del parco giochi e dei locali del
pluriuso, come aumentano i banchi del mercato, le giovani famiglie che
mettono su casa ed il numero di persone che percorrono le nostre strade
affascinate dal nostro territorio. Il segnale che ci pare di intravedere è
quello di un paese che ha le carte in regola per rilanciarsi facendosi
apprezzare anche fuori dai propri confini. Un luogo dove si può vivere, in
antitesi con la frenesia e con lo stress dei giorni nostri, in un ambiente
incontaminato, salubre e rilassante nel quale si va sviluppando una comunità
attiva, sveglia, reattiva e solidale capace di guardare con attenzione ai
problemi del mondo circostante nel tentativo di costruire un futuro
sostenibile da consegnare nelle mani delle generazioni future. Alla luce di
quanto sopra il mio pensiero non può non andare ai dieci anni condivisi con
Don Angelo con cui abbiamo spesso lavorato condividendo obiettivi e progetti,
delusioni e soddisfazioni e che vogliamo salutare con un arrivederci più che
con un addio. Quest’ultimo notiziario, almeno per quanto riguarda questa
amministrazione, vuole quindi lanciare un segnale di speranza per il futuro
pur nella consapevolezza di vivere in un’epoca di grandi tragedie per
l’intera umanità. Le guerre, gli eventi catastrofici, la violenza dilagante,
la carenza di medicine, di cibo e di acqua, i genocidi, lo sfruttamento dei
bambini e delle donne ed il continuo aumento del divario tra il 20% della
popolazione mondiale che consuma l’80% delle risorse ed il rimanente 80% che
si trova ben al di sotto della soglia di povertà, non devono farci arrendere.
E’ per tutti i nostri fratelli e sorelle che soffrono in qualcuna delle
regioni del mondo che dobbiamo continuare a lottare per difendere il diritto
di tutti a vivere una vita dignitosa. Non facciamo finta di niente,
dimostriamo che noi a Settimo Rottaro non ci tiriamo indietro. Spesso bastano
poche cose: un sorriso, una stretta di mano, saper ascoltare, un pensiero
gentile per alleviare una sofferenza. Se c’è una speranza per questo mondo
che corre sempre più veloce senza sapere dove sta andando questa può venire
dai piccoli centri dove esistono ancora stili di vita rispettosi dell’uomo e
dell’ambiente che lo circonda. Un nuovo concetto di sviluppo e di crescita
dovranno entrare a far parte della mentalità delle persone. Uno sviluppo
incentrato sui bisogni fondamentali dell’uomo e non sulla crescita del PIL;
fondato sui pilastri dell’etica, della solidarietà e della redistribuzione
delle risorse. E anche noi a Settimo Rottaro possiamo fare la nostra parte
rivalutando proprio quelle conoscenze e virtù tipiche della civiltà contadina
messe da parte in maniera un po’ troppo affrettata negli anni del boom
economico.
Un sincero augurio per un nuovo
anno di serenità, prosperità e salute.