Ci stiamo avvicinando alla data delle elezioni per il primo cittadino
del nostro paese e sarà una giorno importante per la nos
NOTIZIE DAL
MUNICIPIO
DICEMBRE 2004
In un batter di ciglia un altro anno è passato ed è
nuovamente giunta l’ora, come di consueto, di fare un po’ di bilanci. Se da un
punto di vista prettamente “campanilistico” si può dire che le cose stanno
andando a gonfie vele non altrettanto si può dire di ciò che accade intorno a
noi. Partiamo dalle cose positive. Come si può vedere più avanti il 2005 sarà
un anno importante per la nostra comunità in quanto si andranno a chiudere se
non tutti almeno due dei tre cantieri ancora aperti e dovrebbe concludersi il
lungo iter della variante al Piano regolatore. Altri progetti stanno per
partire e l’entusiasmo con cui siamo partiti, pur trovandoci in uno dei periodi
più difficili dell’economia italiana dal dopoguerra, è rimasto immutato.
Anche se il nostro impegno amministrativo non si è
solamente limitato ai lavori pubblici questi ultimi ci hanno indubbiamente
portato via molto tempo, risorse ed energie limitando le nostre possibilità di
impegno verso altri campi molto importanti della vita pubblica. Come ho più
volte avuto modo di ribadire stiamo attraversando, a livello planetario, ma con
ovvie ripercussioni anche a livello locale un periodo di grosse trasformazioni
e quelli che fino a ieri ci sembravano i pilastri del vivere civile e ci
parevano certezze acquisite (lavoro, servizi pubblici, sanità, diritti umani,
libertà di pensiero, democrazia, giustizia, stato sociale, ecc.) oggi, nel
mondo della globalizzazione, a volte pare vengano messi in discussione. La
differenza sostanziale tra la vita di oggi e quella di ieri è che oggi anche
realtà piccole come la nostra non possono tirarsi fuori dal gioco, non possono
far finta di non vedere ciò che accade nel mondo perchè le ripercussioni di ciò
che accade lontano da noi finiranno inevitabilmente per condizionare, nel
prossimo futuro, anche i nostri stili di vita. Noi abitanti di piccoli centri
abbiamo una fortuna, che qualcuno nelle città comincia ad invidiare, che è la
conoscenza diretta, la socializzazione. Esiste una sorta di solidarietà
collettiva magari un po’ edulcorata ma esiste. Il modello di vita del chiudersi
in un appartamento al decimo piano di un palazzo in una città nella quale non
conosco nemmeno il mio vicino di pianerottolo, tutto basato sull’individualismo
e sulla spersonalizzazione (non uomini ma numeri), comincia a evidenziare crepe
sempre più evidenti. Come cominciano a segnare il passo il consumismo e il
liberismo sfrenati che hanno caratterizzano gli ultimi decenni. Come ci diceva
padre Alex Zanotelli dobbiamo renderci conto di essere un popolo di consumatori
che vengono valutati in base a quanto e a cosa consumano. E allora in quanto
consumatori facciamo delle scelte, prendiamo delle decisioni. Siamo ancora
convinti che il prodotto della grande marca della multinazionale di turno sia
migliore e costi meno della concorrenza? O piuttosto è vero che una
multinazionale sposta le sue produzioni dove produrre costa meno, magari
sfruttando il lavoro minorile, e dove non esistono controlli adeguati
sull’intera filiera produttiva a partire dal luogo di coltivazione delle
materie prime. Ecco perchè avevamo invitato alla nostra sagra Luigi Veronelli.
Lui portava avanti le battaglie sulle Denominazioni Comunali (il comune
garantisce la provenienza del prodotto) e sul prezzo sorgente (sull’etichetta
di un prodotto bisogna segnare il corrispettivo che è stato pagato al
contadino). Nessuno propone di fare dei passi indietro ma di guardare avanti
rendendosi conto che il sistema sta rischiando di implodere su sé stesso. Quanti
di noi hanno ancora pensato, a pochi mesi di distanza, alla strage di Madrid,
ai morti di Nassiriya e alla continua strage di civili in Iraq e Afghanistan,
alla strage del teatro di Mosca, alla raccapricciante uccisione di 400 bambini
nella scuola di Beslan in Ossezia, allo stillicidio di morti palestinesi e
israeliani, ai reiterati massacri di camorra nel napoletano? Quanti di noi sono
al corrente che in Africa, oltre ad aumentare ogni giorno il numero dei malati
di AIDS e di persone che muoiono di fame o di stenti per non avere le medicine
con cui curare malattie oggi facilmente guaribili (malaria, dissenteria), si
susseguono guerre e genocidi con migrazioni epocali di profughi (area del
Darfur in Sudan) che come dannati si trascinano fino alla consunzione ed alla
morte rimpallati tra stati che non ne vogliono sapere di accoglierli e
nell’assoluta indifferenza del mondo occidentale?
Oggi ormai nemmeno la morte spaventa più nessuno. La
vita e la morte danzano a braccetto assumendo la stessa valenza come se
stessimo vivendo in un videogioco.
Ma cosa possiamo fare noi in un piccolo paese? Non
restare indifferenti! Trovare la capacità di dire basta anche nelle cose che ci
appaiono più banali magari selezionando meglio i nostri acquisti seguendo
criteri etici e solidali basati su uno sviluppo responsabile e sostenibile.
Il nostro impegno nel prossimo futuro sarà quello di
lavorare per un modello di società, di comunità dove l’uomo sappia ritrovare la
sua giusta collocazione in funzione del bene comune e non del denaro.
Dimostriamo che l’egoismo e l’individualismo non ci possono portare da nessuna
parte e che solo pensandoci ingranaggi di un grande meccanismo che non ci
appartiene riusciremo a porre le basi per costruire mattone su mattone un mondo
un po’ più giusto a partire, perché no, proprio da Settimo Rottaro.
Buone feste
e auguri per un anno nuovo ricco di serenitàil sindaco