Sono passati quasi venti mesi dalla data delle
elezioni e ritengo, in piena sintonia con i miei collaboratori, sia giunto il
momento di trarre un primo bilancio di questa nuova esperienza amministrativa
per il nostro comune. I punti cardine del percorso amministrativo di questa
legislatura saranno quelli annunciati nel programma elettorale ponendo al
primo posto il perseguimento di una ritrovata identità civica ed il rilancio
del nostro territorio.
Dico questo perché, se vogliamo far progredire il
nostro paese e la nostra comunità, dobbiamo aiutarci tutti insieme,
dall’ultimo nato al più anziano del gruppo, ognuno con il suo bagaglio
culturale, etico, sociale. Questa richiesta di collaborazione non vuol essere
una richiesta di appiattimento sulle idee della maggioranza ma vuol solamente essere la presentazione di
un’amministrazione che è disposta ad accettare tutte le critiche purché
costruttive, che terrà le porte aperte ad ogni forma di collaborazione purché
sincera e senza doppi fini, che dialogherà con tutti coloro che lo vorranno
fare purché in maniera educata e nel rispetto delle regole.
Non ritengo utopia l’attuazione di questo progetto
altrimenti non mi sarei mai impegnato nello spinoso compito di amministrare
un comune. Non credo nel buonismo e nell’amicizia a tutti i costi. Credo
invece nella gente, nella pluralità delle idee e nel rispetto tra le persone.
Approfitto di questa introduzione per dire che “il Municipio”, e tutto ciò
che fa parte del patrimonio comunale, è di tutta la popolazione e non del
Sindaco o degli Assessori per cui ognuno ha il pieno diritto di sentirsi un
“comproprietario” proponendo qualunque iniziativa reputi necessaria a
migliorare, salvaguardare e mantenere in vita questo nostro piccolo tesoro.
Nel contempo ognuno di noi, richiamandosi al proprio senso civico, ha anche
il dovere di fare sì che nessuno deturpi, imbratti, offenda, distrugga tutto
ciò che fa parte del nostro bellissimo territorio. In quest’ottica lancio
un’altra richiesta e cioè quella di sentirsi tutti più partecipi della vita
della comunità comunicando a me, agli assessori, ai consiglieri, ai
dipendenti, senza timore alcuno ogni situazione di degrado, di pericolo, di
abbandono, di abusivismo, di intolleranza e chi più ne ha più ne metta evitando
di far sfociare gli eventuali problemi in sterili polemiche.
Per migliorare la nostra identità locale non
servono grandi cose; ciò che più serve è la volontà di ognuno di fare anche
la cosa apparentemente più banale, ma nell’interesse di tutti. Ciò che più
importa è che ognuno di noi parli con orgoglio agli amici, a scuola, sui
luoghi di lavoro, di Settimo come di un posto dove fa piacere vivere e di un
posto che anche lui ha contribuito a rendere migliore, più vivibile. Di
fronte all’Europa finalmente unita impariamo a lasciare da parte gli
interessi di cortile e cerchiamo di guardare più lontano cercando di
costruire insieme un paese che si avvicini il più possibile a quello che
crediamo possa essere il nostro luogo ideale, parafrasando una famosa canzone:
“l’isola che non c’è”.
Le
nostre idee di sviluppo sono concentrate soprattutto sulla riqualificazione
dell’ambiente che ci circonda e, se da un lato questa affermazione può
apparire un concetto un tantino vago, dall’altro può contenere tutti quegli
elementi necessari ad attrarre investimenti e nuove famiglie nel nostro
paese. Le abitudini della società stanno cambiando velocemente e in un mondo
lanciato verso la “globalizzazione” anche i piccoli centri come Settimo
Rottaro devono cercare di stare al passo con i tempi pena la loro stessa
esistenza. Mentre fino a pochi anni fa i comuni potevano campare
tranquillamente, con i fondi che lo Stato destinava loro, oggi devono farcela
con le proprie gambe e, se non vogliono diventare meri esattori di tributi
locali, devono fare di necessità virtù inventandosi un ruolo che tenda ad
esaltare leloro peculiarità e le loro specificità. Trenta
anni fa immaginare che una coppia di giovani partisse dalla città per venire
a mettere su famiglia da noi era un’ipotesi alquanto improbabile mentre ora,
se saremo in grado di offrire ciò che molti non riescono più a trovare nei
centri urbani più grandi e cioè una buona qualità della vita, la
capacità di attrazione dei piccoli paesi potrebbe subire un’inversione di
tendenza.
Raggiungere il posto di lavoro o la scuola è
probabilmente più facile partendo da Settimo che trovandosi all’altro capo di
una città. E’ sicuramente più facile portare i bambini alla scuola materna,
elementare o media lasciandoli al pullmino, che in cinque minuti raggiunge le
rispettive sedi, piuttosto che girare per decine di minuti per trovare un
parcheggio (a pagamento) nelle caotiche mattine eporediesi. Pensate che
arrivare in ospedale con un’ambulanza sia più veloce abitando ad Ivrea che in
un piccolo centro di seconda fascia? Non è così infatti è da poco partito il
servizio di emergenza “118” nel vicino Comune di Caravino (presso il quale
operano numerosi volontari del nostro paese) che copre un’ampia area,
comprendente una quindicina di comuni, garantendo l’arrivo in loco in soli
otto minuti. Da lì all’ospedale di Ivrea non servono più di quindici minuti.
L’epopea “olivettiana” è finita ed oggi, per far
ripartire la macchina dello sviluppo, non serve cercare di emulare quel
florido periodo ma bisogna cambiare registro per valorizzare quelle attività,
quelle capacità lavorative, quell’artigianato locale, quell’agricoltura
adattata al territorio che potrebbero fare da catalizzatore per una
inversione di flussi: anziché fuga dalle campagne alla città, viceversa.
Siamo consci di trovarci in un periodo difficile che però può offrire grosse
opportunità se capiremo che la nostra più grossa ricchezza è il territorio
nel quale viviamo e che solo una profonda rivalorizzazione dello stesso
abbinata ad un’apertura mentale verso l’esterno potranno far diventare
Settimo Rottaro un polo di attrazione per le giovani famiglie. Dovremo
lottrare per garantire i servizi pubblici soprattutto alle fasce più deboli e
dovremo fare molta attenzione alle esigenze dei giovani perché loro
rappresentano il futuro e solo la loro volontà a rimanere con noi e l’impegno
ad investire il loro ingegno e le loro capacità nel paese potranno far sì che
si inneschi un movimento virtuoso dal quale potranno trarre beneficio tutte
le altre categorie di persone ma soprattutto i più anziani e quelli con
minori possibilità economiche.
L’uscita di questa prima edizione del notiziario
comunale avrebbe dovuto avvenire già qualche mese fa ma i continui impegni
amministrativi hanno fatto si che solo ora siamo riusciti ad ultimarla e ad
inviarVela. Così, vista la vicinanza delle feste natalizie, approfitto
dell’occasione, anche a nome di tutta l’Amministrazione, per porgere a tutti
i rottaresi
i migliori auguri per un sereno Natale
e un nuovo anno ricco di soddisfazioni
il
sindaco
Nell’ottica di una sempre maggiore collaborazione
con la popolazione abbiamo deciso di inviare a tutte le famiglie questo
“notiziario” tramite il quale far sapere “cosa bolle in pentola” nel nostro
comune e nell’area circostante. L’idea sarebbe quella di renderlo periodico
anche se non sappiamo ancora con quale cadenza. Nelle prossime uscite, nei
limiti del possibile, potrà trovar spazio chiunque abbia qualcosa da dire ma
non sa dove dirlo, in questa sede sarà ben accetto.