Il comune di Settimo Rottaro si adagia sui dolci rilievi collinari che
costituiscono il limite sud orientale dell’anfiteatro m
Il comune di Settimo Rottaro si adagia sui
dolci rilievi collinari che costituiscono il limite sud-orientale
dell’anfiteatro morenico della Serra di Ivrea. I dolci declivi sui quali si
poggia questo piccolo paese sono infatti costituiti da depositi morenici
trasportati fin qui dall’immenso ghiacciaio, poi divenuto lago, che in tempi
remoti occupò questa parte del Piemonte. La sua particolare morfologia ha
condizionato nei tempi passati le attività della popolazione residente dedita
prevalentemente all’agricoltura. Due prodotti, sugli altri, si sono messi in
evidenza tra le coltivazioni locali: la canapa e la vite. Quest’ultima, grazie
alle favorevoli condizioni bio-climatiche che garantiscono un’elevata qualità
delle uve, ha fatto conoscere il nome di Settimo Rottaro in Italia, e non solo,
per l’ottimo “Passito di erbaluce”, produzione, quest’ultima, che si
tenta oggi faticosamente di recuperare e rilanciare. Da qualche tempo
l’amministrazione comunale sta fortemente spingendo sul recupero delle antiche
tradizioni con un occhio di riguardo a quelle enogastronomiche. Grazie alla
collaborazione con la pro loco e ad appassionati locali è stata organizzata la “Sagra
del salam patata” che si tiene di solito l’ultima domenica di gennaio o
la prima di febbraio.
Questa manifestazione si prefigge lo scopo di riscoprire e
far conoscere gusti genuini peraltro ricercati da un pubblico sempre più
esigente che sa apprezzare gli alimenti biologici, le biodiversità, le
produzioni tipiche locali e l’acquisto diretto dal produttore. Sono tornati in
auge e valorizzati alcuni prodotti quali, oltre ai già citati Passito di
Settimo Rottaro e il Salam patata, la “fritüra dosa” (frittura dolce) e
i “sauli pieni” (cipolle ripiene). La riscoperta degli antichi sapori
non è l’unico fronte sul quale si impegnano i nuovi amministratori. Il paese si
sta infatti facendo conoscere per l’impegno profuso in ambito socio-culturale.
Da qualche anno si svolge, all’inizio dell’estate, il meeting “Una
finestra sul mondo” nel quale vengono trattati i temi che
caratterizzano il nostro tempo quali le guerre, la pace, il volontariato, il
socio assistenziale, le diverse abilità, il lavoro.
I vari momenti di incontro e di riflessione vengono
accompagnati dalla musica, dal teatro e da mostre di vario genere. Tra i
personaggi già intervenuti ricordiamo padre Alex Zanotelli, l’On. Livia Turco,
Paolo Macina di Banca Etica; gli attori Beppe Rosso, Mario Pirovano, Laura
Curino per il teatro; gli imolesi Tupamaros, gli eporediesi SenzaLenza e i Foce
Carmosina per gli spazi musicali. Non possiamo dimenticare la straordinaria
partecipazione di svariate associazioni onlus quali MSF, Emergency, Mani Tese,
Amnesty International, l’Aquilone Blu, Casainsieme, l’AISM, il Gruppo di Auto
Mutuo Aiuto e il Consorzio Socio Assistenziale In.Rete. oltre le botteghe equo
solidali Tam Tam e l’Albero della Speranza.
Altro punto cardine è l’impegno
verso i bambini. Tra gli eventi a loro dedicati, ma non solo, si annoverano la Festa
degli Alberi che si tiene il giorno della Domenica delle Palme e Puliamo
il Mondo con Legambiente.
Ma ora arriviamo al pezzo forte.
Da tempo gli abitanti del paese sentivano l’esigenza di avere un’area dedicata
allo svago e al gioco dei più piccoli come al riposo e al relax degli adulti.
E’ nata così l’idea di bandire due concorsi di idee: uno tra i bambini delle
scuole che hanno scatenato la loro fantasia con disegni, composizioni, plastici
e un altro per professionisti del settore che, tenendo conto di quanto emerso
dai desideri dei più piccini, potesse dar vita a buone proposte per poter
finalmente realizzare un’area un po’ fuori dal consueto. In seguito a tutto
questo è stato poi incaricato un architetto per progettare la parte
“infrastrutturale” del parco e quindi la viabilità, i parcheggi, i servizi
igienici, l’area di accoglienza e accesso al parco, il collegamento alle reti
impiantistiche, la predisposizione del verde e dell’arredo urbano. Si è poi
pensato, trattandosi principalmente di un parco giochi per bambini, di renderli
protagonisti anche nell’ideazione coinvolgendoli in un esperimento di
“progettazione partecipata” termine forse un po’ abusato quanto disatteso. Con
la regia del Laboratorio di Educazione Ambientale di Ivrea e con la
collaborazione della Direzione Didattica e delle insegnanti della scuola
elementare è quindi partita questa esperienza innovativa finalizzata alla
creazione di uno spazio pubblico condiviso. Si sono aggiunti al gruppo di
lavoro l’architetto progettista, una educatrice ambientale, una agronoma, una
artista, il sindaco, gli assessori e alcuni consiglieri comunali. L’entusiasmo
delle persone coinvolte aggiunto a quello dei bambini ha dato vita ad
un’esperienza molto interessante che per ora ha prodotto la messa in opera di
una prima fornitura di giochi per bambini e di un super-gioco composto da un grosso
drago lungo più di 20 metri sul quale ci si può arrampicare, scivolare,
rotolare, nato dalla sintesi del gruppo di lavoro sul materiale e sulle idee
emerse dai bambini. Su questa esperienza ci ha setto il sindaco: “Questo esperimento di coinvolgimento allargato non vuol
essere un punto di arrivo ma l’inizio di un nuovo modo di pensare, progettare,
gestire, amministrare, basato sulla condivisione della “cosa pubblica” e sulla
partecipazione della popolazione alle attività della comunità. L’auspicio è che
nel tempo il parco giochi possa crescere e abbellirsi in maniera dinamica
grazie al contributo di tutti.”
L’area è stata concepita in modo da poter accogliere delle
opere di giovani artisti; si sta infatti studiando un bando di concorso
pubblico in tal senso. Per gli abitanti locali ma soprattutto per i visitatori
esterni il parco giochi può risultare un ottimo punto di partenza per
escursioni a piedi, bicicletta, cavallo nell’incontaminato territorio circostante.
L’area è infatti
anche un punto di sosta di una pista cicloturistica di circa 140 km che
interessa ben 14 comuni della zona. A questo proposito giova ricordare che la
Comunità Collinare, che punta molto sugli aspetti naturalistici, ambientali e
turistici, ha da poco incaricato alcuni professionisti del settore per
individuare una rete di percorsi tematici che attraversano, collegandoli, gli
otto comuni che la compongono. Tranquillità, svago, relax e spensieratezza alla
ricerca di ritmi di vita più pacati, immersi in un ambiente ancora integro,
ricco di tradizioni e sapori da riscoprire, sono le credenziali che un paese
come Settimo Rottaro può offrire a chi volesse passare qualche ora o qualche
giorno in questa poco conosciuta parte del Canavese.