[ Salta il menu e vai direttamente al contenuto ]

Itinerario della Bessa
Percorre la parte meridionale della Bessa tra estesi cumuli e fasce vegetate. Di grande interesse archeologico per la presenza di una stele di epoca protostorica, unico esemplare rinvenuto nel biellese.
Dalla fontana del buchin, moderno adattamento a forma di vasca rettangolare della sorgente perenne e di maggior portata di tutto il Parco, attraversare il sentiero ed entrare nell'avvallamento a destra, al cui termine si può osservare lo sbocco originale, dotato di muratura in ciottoli. Tornare al sentiero e salire in breve sul Terrazzo superiore, in questa zona molto meno evidente che sul versante Elvo. Immediatamente a sinistra si erge la stele.
Si prosegue su terreno misto di ciottoli e macchie di alberi, fiancheggiando a sinistra resti di insediamenti ed a destra un canale di trasporto per le acque di lavaggio. Frequenti affioramenti di terreno morenico testimoniano della scarsa ed irregolare consistenza dei cumuli che tendono ad assottigliarsi progredendo verso il termine meridionale dell'altopiano.
Giunti al cartello n.6 si supera una scarpata interna del Terrazzo, al bordo della quale apparentemente molti canali si interrompono (non raggiungono il canale alimentatore situato a monte) impedendo, in questa zona, una definizione dell'antica rete idrica.
Sempre seguendo i cartelli si continua, lungo la traccia ciottolosa.
Al cartello n.7 salire a sinistra al punto panoramico con ampia vista sulle imponenti creste moreniche della Serra, sulle Alpi biellesi e sulla vetta del Monte Rosa.
Dopo 300 m. si raggiunge il Roc dj lader (roccia dei ladri) grosso monolito a superficie levigata, testimonianza di lunga permanenza nell'alveo della Viona all'epoca della formazione del giacimento aurifero.
Ritornare all'incrocio e proseguire, fino alla fontana del Roc dj pé.
Percorrere a ritroso l'itinerario fino al cartello n.12 e proseguire lungo il sentiero lasciando a destra i resti di un insediamento con profondi affossamenti e resti di muri. Dopo una curva a destra si sale su un pronunciato dosso rettilineo in ambiente aperto e panoramico ed al cartello n.17 si devia a sinistra sul bordo poco rilevato della scarpata, quindi si giunge ad una zona di lavaggio dove i ciottoli di piccole dimensione, immessi nei canali per ripulirli dalle sabbie aurifere, venivano accatastati in lunghi cordoni rettilinei.
Attraverso zone di bosco e radure, guidati dai cartelli, si ritorna in pochi minuti al parcheggio.


[ Torna all'inizio della pagina ]


[ Torna all'inizio della pagina ]