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SCELTA VARIETALE
L'aumento produttivo registratosi negli ultimi anni è in gran parte dovuto al lavoro di miglioramento genetico.
In ogni Paese c'è stata una differenziazione notevole di cultivar con diverse caratteristiche, soprattutto di adattabilità all'ambiente. Le varietà esistenti in Italia derivano da un lavoro selettivo iniziato nei primi anni del secolo da Nazareno Strampelli che, utilizzando la tecnica dell'incrocio, creò varietà più produttive, di taglia bassa, resistenti all'allettamento, precoci e in grado di sfuggire agli attacchi tardivi della ruggine; tra queste ricordiamo il «Mentana», il «Damiano Chiesa», il «San Pastore», l'«Ardito», che, con altre, hanno contribuito notevolmente al progresso produttivo della coltura negli anni dal 1930 al 1950.
Nel dopoguerra sono ulteriormente migliorate le caratteristiche di produttività e di resistenza all'allettamento; attualmente disponiamo di varietà a taglia bassa, con buone rese produttive, ma che non sempre danno farine di elevata qualità. Per le zone pianeggianti e collinari del Centro-Nord le varietà di maggior pregio sono «Eridano», «Golia», «Maestra», «Gemini», «Pandas», «Centauro». Al Sud sono da preferire le varietà «Orso», «Chiarano», «Gemini». Sono inoltre diffuse le varietà di forza ad alto tenore di glutine, quali «Manital», «Francia», «Gladio», «Salmone», «Maremma».

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