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BENEFICI ECONOMICI
La frutticoltura iniziò a portare a Borgo d'Ale notevoli benefici economici: ne è prova una relazione podestarile del 17 luglio 1937 indirizzata al Prefetto dove si faceva presente la "necessità di stimolare la peschicoltura che ha dato e dà risultati economici importanti per tutto il territorio del comune". Vi si annunciava anche per l'8 agosto 1937 l'inizio della "Prima Sagra del Pesco" comprendente manifestazioni varie tra le quali la Mostra delle Pesche. La relazione continuava informando l'autorità prefettizia che erano circa mille le giornate di pescheti di Borgo d'Ale e che al mercato affluivano già anche le produzioni di frutta e verdura di Alice Castello, Cossano e Maglione. Il Podestà faceva poi notare che la produzione settimanale era di circa 500 quintali di pesche, vendute ad un prezzo medio di 8-12 soldi al kg e che le contrattazioni non si svolgevano più tutte nell'area del mercato di Piazza Verdi con ore e regole fisse, ma vi era la presenza anomala di un mercato parallelo che si svolgeva durante tutta la settimana con vendite effettuate direttamente nei pescheti ed anche nella piazza centrale del paese.
La tendenza a disertare il mercato si accentuò negli anni che precedettero e seguirono il conflitto mondiale. La produzione stimata nell'epoca che va dal 1947 al 1950, secondo i dati dell'Archivio Comunale, si aggirava tra i 27.000 ed i 37.000 quintali annui e, per tentare uno sbocco diverso per la produzione peschicola, venne fondata la società ICAB con lo scopo di trasformare parte del prodotto in confettura.
Negli anni '60, Borgo d'Ale venne riconosciuto come "Centro Piemontese delle pesche".
Nel 1965, la produzione era di 63.948 quintali di pesche vendute. Nel 1967, venne inaugurato il nuovo Mercato Unico di Strà Bianzè.
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